MOQUETTE MUSIC

FAUSTO PAPETTI: A Volte Ritornano

A VOLTE RITORNANO

Roma - Campidoglio....Motivazione del "Premio Simpatia" 1974: "La designazione ha attinto i motivi nella sua chiara umanità, nella limpidezza del carattere e dell'intelletto, che si trasfondono in un mondo musicale dalla sorgente giovane e che va verso il futuro, nel sogno e nella realtà, aprendo una pagina nuova nel costume della musica intesa quale componente di vita, immediato colloquio dello spirito, tutte doti che meritano attenzione e simpatia"

Firmato: Aldo Palazzeschi (Capito?!)

Di chi stanno parlando? Le sottolineature sono mie ed evidenziano tratti fondamentali del personaggio: il nome, Fausto, non dice molto, ma il cognome! Papetti, onomatopeicamente perfetto, scandire Pa-pe-tti: affondi, senza possibilità, nelle sabbie mobili - cosa c'è sotto le sabbie mobili? Ad un certo punto finiscono? Senza liane non hai speranza: con Papetti affondi. Ambiente spaziotemporale e culturale di riferimento: Italia anni settanta. Musicista ("sax alto e ritmi") e arrangiatore, raramente autore, produce "Raccolte (1,2,3....)" dagli anni sessanta, una all'anno, puntuale come una semina. Cosa raccoglie? Canzoni famose, hit dell'anno appena trascorso, motivi noti tratti da film di successo e sceneggiati TV, arie e brani di musica classica, sambe e discomusic, tutti opportunamente arrangiati e rieseguiti, in un fluire soft, rassicurante, moderatamente frigido, musica che o ignori oppure ti innervosisce, o meglio, ti snerva, ti spinge smanioso a chiederti: Perchè? Perchè? Come è possibile? Già per questa opportunità che offre, Papetti è una ricchezza: ti fa prendere posizione, altro che "facile ascoltare", ti alzi a spegnerlo! Certo, questa è la reazione anni 90, disincanto e fretta. Ma. Ma ci sono anche ben altri motivi, che, pazientemente percorsi, lasciano intravedere la stoffa del genio:

1) rende le canzoni degli altri tutte uguali, ma non per questo tutte sue (su questo punto, Papetti supera a sinistra David Shea e compagni, più che altro per l'inconsapevolezza del gesto: ne perde quanto a valore artistico, ma ne guadagna a livello estetico). Il forte appiattimento e la nullificazione che impone ai pezzi musicali altrui non sono riconducibili a nessun soggetto-autore creatore d'arte, ma solo ad un inquieto spirito distruttore, cammuffato da soffice entertainement man e ingenuo pianobarista. La musica finisce ammucchiata in sequenze assolutamente aleatorie, ricombinabili all'infinito, anonime, come se Papetti = Steve Reich o Philiph Glass, ma con un progetto di più ampio respiro e d'inarrivabile tenacia, articolato in anni e decenni ed in cui per le ripetizioni non vengono utilizzate note e sequenze, ma canzoni. Mica niente, annullare l'artista creatore, farne una pura macchina del suono, svelando il suo carattere di ripetitore (soprattutto se sceglie la via discografica e della riproduzione seriale), così, senza problemi, senza sbrodolamenti, accontentandosi di un "Premio Simpatia", che comunque (vd motivazione) è più che meritato. Papetti, un modello etico e politico.

2) è uno sconsacratore, un blasfemo transgender, che bestemmia in tutti i generi musicali (sentite cosa diventano "The House Of Raising Sun", 26° Raccolta, oppure il medley "Grease/You Are The One That I Want", 27° Raccolta....).

3) ridefinisce il concetto di ambient music , radicalizzandone i termini: è musica che non deve essere sentita, deve dare senso all'insieme del contesto (aeroporti, ascensori, sale d'aspetto..), ma in sè, non ha senso. Non è colonna sonora, ma tinteggiatura alle pareti, colore dei divanetti, mattonelle o cotto.

Papetti, equalizzato sui toni medi e ovattato, probabilmente non è mai stato ascoltato: dopo aver rinunciato alla sua individualità creatrice (quindi privo di una riconoscibilità positiva), egli ha esplorato i confini del nulla, quella zona in cui è lecito pensare che se chiudi gli occhi le cose scompaiono oppure ridono, poi quando li riapri sono tutte lì. E' un po' il destino dei suoi dischi nei cassetti o negli scaffali. Se li passi sul piatto, la strana sensazione aumenta, non si mantiene la concentrazione, diventano particolarmente importanti cose come le unghie delle mani (cosa ci fanno lì), ti volti, è già arrivato il momento di girare il disco?

4) E' un creatore di miti: produce cioè in diretto rapporto con il pubblico, svolgendo per esso il ruolo di Specchio ("Ecco Cosa Sei, Cosa Fai, Cosa Pensi, Cosa Desideri..."), che offre le forme in cui chi ascolta possa riconoscersi e dare senso alla propria vita. Un po' come i Nirvana e Kurt Cobain. Funziona perchè, come tutti i simboli commercial-generazionali, dice verità che tutti sanno. In più Papetti è oggi interessante perchè da uno spaccato di "Italianità" prettamente anni 70, ed i decenni dispari ritornano sempre...

Quali sono quindi queste forme che offre ai suoi contemporanei? Grazie anche alla collaborazione vivida e partecipe di Umberto Lega, autore delle copertine, Papetti innanzitutto parte da una definizione del suo target: maschio, over 35/40, amante delle donne e delle auto (vedi copertina 18° Raccolta, in cui è fotografato in primo piano un seno, taglia prima massimo seconda, di profilo, con accanto appoggiata una macchinina, tipo sportivo a due posti:sintesi mirabile di gusti e desideri ...), amante della buona musica o della musica buona, farcita di elementi riconoscibilissimi (melodie, stacchi, arrangiamenti...tutti di una prevedibiità disarmante), ma capace anche di fare sognare: storie segrete con ragazzine bagnate, appena uscite dall'acqua del mare (e qui non si può non ricordare "Non è la Rai" e le medesime ragazzine che uscivano dalla piscina...), oppure amanti che aspettano sempre, nude, in casa (ma potrebbero anche essere mogli o mamme...). O più semplicemente, il sentimento anonimo che queste canzoni comunicano non ispira che il sogno supremo di ogni guardone/spettatore: essere invisibile, guardare, da vicino e sempre più vicino, senza essere visto.

Lasciamo a ciascuno la possibilità di connettere tutto questo alla storia di quegli anni, al riflusso, alla fine del boom ecc. Papetti tratteggia il privato per eccellenza, tra onnipotenza, fantasie genitali, voglia di farsi poco notare (ma comunque di trovare modi per godere): scomparire tra la folla per immaginare di tastare glutei.

Discografia

Rispetto al materiale delle raccolte "Easy Tempo" (Right tempo Classic), in cui sono contenute le colonne sonore di B-movies italiani anni 60/70, in cui è chiaro il riferimento ed il confronto con culture e suoni stranieri (soprattutto dell'immaginario angloamericano), Papetti è profondamente italiano: non è exotico, non cerca di ricreare mondi ed atmosfere lontane, ma di dare suoni ed immagini a questo mondo qua, al suo ed a quello di chi ascolta. E' un po' la differenza che c'è tra l'Agente Segreto 007 e l'Agente Segreto del Sismi/Sisde: Papetti scrive colonne sonore per cene di lavoro, per serate in night-club in cui incontrare un informatore, per vedere belle ragazze, che sono di solito le figlie gemelle diciassettenni del collega, rigorosamente irraggiungibili, se non con il pensiero..e dove lo mettiamo il nostro John Barry clandestino! Come avvicinarsi a Papetti oggi? O con eccesso o con moderazione. Diciamo subito che anche Papetti, ancora in attività, si è convertito al digitale, ma i suoi cds hanno copertine orribili, ha chiaramente abbassato la guardia, abbandonando il suono orchestrale in favore di tastiere campionanti. Una delusione, stiamo perdendo un eroe, oppure sta di nuovo camaleonticamente mutando con i tempi e noi, miopi, non riusciamo a capirlo! Il vecchio (?) materiale su vinile delizia invece occhi e orecchie: ci accompagna, dicevamo, spaventosamente vicino al nulla ("musica di sottofondo", una terminologia che fa quasi paura..), mettete un disco qualsiasi di Papetti vicino, non so, ad uno qualsiasi dei suoi contemporanei Faust o Can, e sentirete un brivido rumoroso, "Tuoni Lampi E Saette" (Marlene Kuntz), apparizioni fantastiche e tragiche desolazioni. Provate e mi direte. I musicisti sono, come si dice, "bravi" (ed in Italia, vd la rassegna "Rock Targato Italia" o il sottofondo (ancora?) di gruppi che suona nei pub, birrerie ecc..questo è un aggettivo che è sempre di moda e che copre vuoti di pensiero e d'immaginazione..) ed ubbidiscono al pentagramma. Nessuna raccolta è consigliata in maniera particolare, una vale l'altra, cambia solo il numero, l'anno d'uscita ed i suoni, sempre più attuali mano a mano che ci allontana dagli anni d'origine. Vi ricordo che usciva anche la serie "I Remember", difficilmente distinguibile dall'altra (clonava se stesso! ) ed ugualmente consigliata.

Best Cover Girl: 20° Raccolta, ma i gusti sono gusti. Guardate nelle discografie dei vostri padri o nonni, li troverete, magari un po' nascosti, ed altrettanto di nascosto ascoltateli: le battaglie generazionali si vincono con l'inganno! Auguri. Post notazione: Fausto Papetti (ma si chiama davvero così?) non se ne abbia a male: ho fin qui parlato del suo simulacro, non di lui come persona, che non conosco.

Certo è che la spettacolarizzazione di sè produce infiniti doppi, di cui gli altri,pagando o no, se ne impossessano A Buon Diritto. Ed allora bisogna arrangiarsi, se si vende la propria ombra come Peter Schlemil!